Uscito nelle sale italiane il 31 marzo del 2016, il film di Renzo Martinelliarriva in televisione per la prima volta in chiaro in occasione del trentasettesimo anniversario della strage. Con Ustica (The Missing Paper) il regista - oggi impegnato su Gli angeli del Fango, dedicato agli uomini che salvarono Firenze dall’alluvione del novembre 1966 – ripercorre la storia di quel disastro.
Il film. Tre sono le ipotesi che sono state di volta in volta avanzate sulle cause del disastro ad Ustica: cedimento strutturale dell’aereo, una bomba a bordo, un missile. Nessuna di queste ipotesi è stata sino ad oggi provata. Frutto del lavoro di tre anni a stretto contatto con due ingegneri aeronautici sulla mole enorme di perizie e testimonianze effettuate nel corso degli oltre trent’anni trascorsi da quella tragica notte del 27 giugno 1980, Ustica porta a una nuova, agghiacciante verità, inconfutabilmente supportata da materiale documentale.
Il film, i miei colleghi critici possono dire tutto quel che gli passa tra un neurone e l’altro, è particolarmente centrato. E’ stato fatto un lavoro da film. Molti lo hanno dimenticato questo. Ustica, signori, è un film. Non è la Storia che qualche studente andrà a mandare a memoria per portare un 30 a casa. Magari, lo diventerà. Per ora è un film. L’unico appunto che si possa fare al grande Martinelli è l’aver scelto come eroe un parlamentare. Dimenticando che esista una idiosincrasia tra quella professione e il bisogno di giustizia.
Il cantautore Mimmo Parisi presenta una breve
presentazione di un artista di spessore. A seguire, le sue parole. «Non
molti lo conoscono. Ovviamente, per chi segue gli eventi culturali e
gradisce i personaggi veri, il suo nome è più che popolare. Comunque, Tom Waits
meriterebbe un posto nella memoria di ognuno. Non grande nè
prestigioso. Non gli piacerebbe. Lui è un autentico conoscitore del
mondo e sa che, a tirarsela, si rischia solo di annoiarsi. Meglio un
profilo semplice. Le fanfaronate le lascia agli altri. Waits esprime il
suo essere attraverso frasi e narrazioni come queste: “Negli anni
Settanta, un’etichetta discografica a Los Angeles ha prodotto un disco
dal titolo ‘Il meglio di Marcel Marceau’: Erano quaranta minuti di
silenzio seguiti da un applauso e ha venduto molto bene. Quando ho
ospiti in casa, mi piace metterlo. Però mi secca davvero se la gente
comincia a chiacchierare’. Che dire? Una trovata geniale e ironica.»
La reunion che tanti media avevano annunciato, purtroppo e fino a che non giungano voci
contrarie, è un evento destinato a restare un desiderio senza speranze.
Si sta parlando del ritorno dei #Led Zeppelin.
Come molti sapranno, circa un mese fa, sul sito del vocalist della band
di “Stairway to Heaven”, era apparso un messaggio non molto chiaro, ma
comunque, secondo alcuni, abbastanza credibile da essere inteso come
annuncio della riapparizione del gruppo hard rock. O forse si dovrebbe
dire del gruppo che, unitamente a pochi altri, ha inventato l’hard rock: i Led Zeppelin, insieme a Deep Purple e Black Sabbath,
sono i fautori autentici di quel genere ‘nuovo’ di rock che succedeva
al rock’n’roll di Elvis Presley e al beat dei Beatles, per l'appunto,
l'hard rock. È sull’autorevole “Billboard” che è apparsa la smentita.
Secondo il
giornale, i membri dei Led Zeppelin non hanno firmato accordi per il
loro ritorno con nessuna organizzazione. Mentre le notizie precedenti
parlavano, con una certa sicurezza, sia del compenso (un ingaggio
stratosferico di ben 160 milioni di dollari per tornare insieme), sia
del luogo che li avrebbe ospitati come band leggendaria, ovvero il palco
del “Desert Trip Festival”.Se non bastasse, ad avallare ancor più l’impossibilità di vedere insieme Jimmy Page, #robert plant e John Paul Jones,
c’è anche un’altra notizia: l’agenzia che organizza il festival, la Aeg
live, infatti ancora non si è pronunciata sul “Desert Trip Festival”,
edizione 2017.
Altra voce autorevole e informata è quella di Andy Greene,
reporter americano di Rolling Stone. Infatti, con un tweet ha chiarito
buona parte della vicenda. Il reporter ha dichiarato di aver
intervistato Robert Plant, il quale a proposito della reunion della rock
band, gli avrebbe detto: “…Non succederà, né ora, né mai”.
Andy è stato anche un osservatore acuto delle
manifestazioni emotive del cantante di “Whole Lotta Love” e in
riferimento a quest’ultimo ha segnalato: “Ho visto vera rabbia negli
occhi di Robert Plant”. Non ci vuole molto a capire, quindi, che il
cantante britannico non ha una particolare voglia di esibirsi con i
vecchi sodali.
A questo punto la frase che Plant ha pubblicato sul suo sito ufficiale – “Any
time now” – deve avere un valore diverso.
La versione più probabile è
che la storica voce dei Led Zeppelin abbia scritto il messaggio
indirizzandolo ai fan attuali. Nel senso di fan che seguono la sua
attività di solista. Quindi, se le cose stanno così, il riferimento
andrebbe al nuovo ed eventuale album che Robert starebbe preparando con i Sensational Space Shifters,
la sua attuale band di collaboratori. Oppure, il messaggio potrebbe
essere solo una segnalazione per un prossimo tour del cantante inglese. #MusicaLed
Da qualche tempo, aveva iniziato già il ‘meritevole’ Brunetta del Berlusconi, si parla sempre di meritocrazia.
Bene, di là dall’entusiasmo che questo concetto pare instillare nelle
persone, bisogna che qualcuno faccia il punto. Insomma, a me pare
l’ennesima buffonata per non volere l’uguaglianza tra
gli individui. Le domande da porsi sono semplici. Che merito ci può
essere in uno che ha le gambe più lunghe di un altro? Che merito ci può
essere se uno ha dei neuroni incredibili e un altro, così è la natura,
sa fare bene il ciabattino e basta? Che merito ci può essere in un
individuo che, per sua gran fortuna, ha potuto fare la professione per
la quale è stato forgiato dalla natura e un altro, per sua grande sfiga,
ha dovuto adattarsi a quello che passa il convento? E poi, perché si
dovrebbe pagare questi ‘geni’ con degli stipendi da califfo:
non dovrebbe essere proprio la loro esagerata intelligenza a fargli
capire che non è moralmente giusto che loro prendano quelle cazzo di
cifre?
A Sabin, appena il mondo si accorse della sua grande
scoperta nel campo della medicina, fu proposto di brevettare il suo
vaccino. Lui chiese: “Okay, ma quanto bisogna aspettare per questa pratica?”. Risposta: “Be’, ci vorranno alcuni giorni, forse qualche mese”. Lui rispose: “Qualche
mese? Non se ne parla nemmeno. Ci sono un sacco di bambini che, da
subito, rischiano la vita. Si dia inizio alla commercializzazione
immediata. Senza alcun brevetto: quello che ho fatto è il mio contributo
all’umanità. Se avessi saputo coltivare le verze avrei contribuito con
quelle”. Per non parlare di Fleming che, pari pari
a molti nostri parlamentari(!), andava a ‘inventare’ ogni giorno –
tutti i santi giorni – con una vecchia bici. Volevano regalargliene una
nuova. Non la volle. Chiese: “E quante ruote avrebbe, poi, questo nuovo velocipede?”. Il corpo accademico rispose: “Be’, è una bicicletta”. Risposta: “Ahh… Lo sapevo. Se è una bicicletta, dove sarebbe il guadagno? Altro sarebbe se fossimo a parlare di una tricicletta, no?”.
Comunque e a conclusione, ognuno dovrebbe guadagnare quel tanto per
vivere decorosamente e dignitosamente. Senza questioni di meritocrazia e
cazzate varie. Servono solo a dividere la gente. Ah, sicuro che esistono individui che non hanno voglia di fare niente e fanno i furbi.
Ma, vi assicuro, che sono in numero risibile. Un buon corso di
rieducazione alla vita li farebbe rientrare nel consorzio umano. Per
favore, non fatevi corrompere da quelli che vi vogliono far vivere fra
gli steccati. Non ascoltate gente come la Fornero, come Salvini (30.000 euro al mese da parlamentare a Strasburgo…), come il Pd, come quelli che sono pronti ad ubbidire a qualcuno e si fanno mettere i piedi in faccia: sono quelli che, a loro volta, vogliono mettere i loro piedi sulla vostra faccia. In nome della meritocrazia.
Quello che avete letto, sopra, è il risultato di uno scambio di punti
di vista che ho avuto con il cantautore, in questa occasione scrittore,
Mimmo Parisi. Infatti, in occasione della divulgazione del suo ultimo libro, “Sono tornati i Braccialetti Rossi”che,
finalmente, pubblica in forma cartacea sui circuiti Mondadori e
Feltrinelli, mi sono trovato davanti un personaggio particolarmente
sensibile ma capace di guardare con lucidità alla realtà. Questo
artista è veramente uno dei pochi che libera le sue creazioni in maniera
limpida. Senza alcun programma che possa rientrare in una sorta di
investimento economico. Infatti e ridendo, ha detto con ironia: “Mi sento Sabin…”. Sabin. E chi se lo ricordava più? Se lo ricordava lui. Mimmo Parisi.
«Per come si è svolta la campagna referendaria e poi il voto, io credo che quel 40% “appartenga” tutto al Pd.
Il Sì ha ottenuto più di 13 milioni di voti e quindi circa 2 milioni in
più rispetto a quelli ottenuti alle Europee. Per questo vi dico che a
noi potrebbe convenire puntare ad elezioni anticipate, da fare il prima
possibile. Con quale governo? Con questo!». A chi, come Dario
Franceschini, obiettava la fattibilità di un piano così hard, Renzi ha
aggiunto: «Possiamo fare un quarto governo non eletto? E quanto all’
Italicum sub-iudice della Corte Costituzionale, potremmo recepirne le
indicazioni ed andare subito al voto».
Adesso è ufficiale. Tutto quello che il litigioso ma bravo Liam aveva annunciato a mezza voce, si realizzerà. Era da un certo tempo che, tra gli addetti ai
lavori ma anche sui social, girava voce che il fratello ‘ribelle’ degli
Oasis avrebbe, prima o poi, realizzato qualcosa a nome suo: solo e
semplicemente Liam Gallagher. Così, per il 2017, lo si vedrà alle prese
con un album nuovo di zecca e un concerto. Altre informazioni
Al Premio ‘NotaD’Autore’ sono stati letti, dalla conduttrice
Antonella Stratos, gli incipit relativi a ciascuna delle opere più
votate dal popolo di internet. Al momento sono undici testi. I libri
prescelti dalla giuria on line, (98 le preferenze complessivamente
pervenute) ricevono un voto valido per la designazione dei finalisti
all’edizione 2016 del Premio ‘NotaD’Autore’. Inoltre quest’anno, tra
tutte le recensioni arrivate per i romanzi partecipanti, c’è stata una
menzione speciale per il Concorso che, primo in Italia, ha voluto
scegliere la letteratura prodotta dai cantautori. Un modo, questo, per
analizzare quanto della letteratura classica passi nelle canzoni, e
viceversa.