venerdì 30 giugno 2017

Un film importante: Ustica


ustica

Il 27 giugno 2017 è stato proposto il film
Ustica, disastro italiano da non dimenticare.

Uscito nelle sale italiane il 31 marzo del 2016, il film di Renzo Martinelliarriva in televisione per la prima volta in chiaro in occasione del trentasettesimo anniversario della strage. Con Ustica (The Missing Paper) il regista -  oggi impegnato su Gli angeli del Fango, dedicato agli uomini che salvarono Firenze dall’alluvione del novembre 1966 – ripercorre la storia di quel disastro.
Il film. Tre sono le ipotesi che sono state di volta in volta avanzate sulle cause del disastro ad Ustica: cedimento strutturale dell’aereo, una bomba a bordo, un missile. Nessuna di queste ipotesi è stata sino ad oggi provata. Frutto del lavoro di tre anni a stretto contatto con due ingegneri aeronautici sulla mole enorme di perizie e testimonianze effettuate nel corso degli oltre trent’anni trascorsi da quella tragica notte del 27 giugno 1980, Ustica porta a una nuova, agghiacciante verità, inconfutabilmente supportata da materiale documentale.
Il film, i miei colleghi critici possono dire tutto quel che gli passa tra un neurone e l’altro, è particolarmente centrato. E’ stato fatto un lavoro da film. Molti lo hanno dimenticato questo. Ustica, signori, è un film. Non è la Storia che qualche studente andrà a mandare a memoria per portare un 30 a casa. Magari, lo diventerà. Per ora è un film. L’unico appunto che si possa fare al grande Martinelli è l’aver scelto come eroe un parlamentare. Dimenticando che esista una idiosincrasia tra quella professione e il bisogno di giustizia.

domenica 14 maggio 2017

Tom Waits

A proposito di Tom Waits
Il cantautore Mimmo Parisi presenta una breve presentazione di un artista di spessore. A seguire, le sue parole. «Non molti lo conoscono. Ovviamente, per chi segue gli eventi culturali  e gradisce i personaggi veri, il suo nome è più che popolare. Comunque, Tom Waits meriterebbe un posto nella memoria di ognuno. Non grande nè prestigioso. Non gli piacerebbe. Lui è un autentico conoscitore del mondo e sa che, a tirarsela, si rischia solo di annoiarsi. Meglio un profilo semplice. Le fanfaronate le lascia agli altri. Waits esprime il suo essere attraverso frasi e narrazioni come queste: “Negli anni Settanta, un’etichetta discografica a Los Angeles ha prodotto un disco dal titolo ‘Il meglio di Marcel Marceau’: Erano quaranta minuti di silenzio seguiti da un applauso e ha venduto molto bene. Quando ho ospiti in casa, mi piace metterlo. Però mi secca davvero se la gente comincia a chiacchierare’. Che dire?  Una trovata geniale e ironica.»

sabato 6 maggio 2017

Led Zeppelin


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La reunion che tanti media avevano annunciato, purtroppo e fino a che non giungano voci contrarie, è un evento destinato a restare un desiderio senza speranze. Si sta parlando del ritorno dei #Led Zeppelin. Come molti sapranno, circa un mese fa, sul sito del vocalist della band di “Stairway to Heaven”, era apparso un messaggio non molto chiaro, ma comunque, secondo alcuni, abbastanza credibile da essere inteso come annuncio della riapparizione del gruppo hard rock. O forse si dovrebbe dire del gruppo che, unitamente a pochi altri, ha inventato l’hard rock: i Led Zeppelin, insieme a Deep Purple e Black Sabbath, sono i fautori autentici di quel genere ‘nuovo’ di rock che succedeva al rock’n’roll di Elvis Presley e al beat dei Beatles, per l'appunto, l'hard rock. È sull’autorevole “Billboard” che è apparsa la smentita.

Secondo il giornale, i membri dei Led Zeppelin non hanno firmato accordi per il loro ritorno con nessuna organizzazione. Mentre le notizie precedenti parlavano, con una certa sicurezza, sia del compenso (un ingaggio stratosferico di ben 160 milioni di dollari per tornare insieme), sia del luogo che li avrebbe ospitati come band leggendaria, ovvero il palco del “Desert Trip Festival”. Se non bastasse, ad avallare ancor più l’impossibilità di vedere insieme Jimmy Page, #robert plant e John Paul Jones, c’è anche un’altra notizia: l’agenzia che organizza il festival, la Aeg live, infatti ancora non si è pronunciata sul “Desert Trip Festival”, edizione 2017.

Altra voce autorevole e informata è quella di Andy Greene, reporter americano di Rolling Stone. Infatti, con un tweet ha chiarito buona parte della vicenda. Il reporter ha dichiarato di aver intervistato Robert Plant, il quale a proposito della reunion della rock band, gli avrebbe detto: “…Non succederà, né ora, né mai”.
Andy è stato anche un osservatore acuto delle manifestazioni emotive del cantante di “Whole Lotta Love” e in riferimento a quest’ultimo ha segnalato: “Ho visto vera rabbia negli occhi di Robert Plant”. Non ci vuole molto a capire, quindi, che il cantante britannico non ha una particolare voglia di esibirsi con i vecchi sodali.
A questo punto la frase che Plant ha pubblicato sul suo sito ufficiale – Any time now” – deve avere un valore diverso.

La versione più probabile è che la storica voce dei Led Zeppelin abbia scritto il messaggio indirizzandolo ai fan attuali. Nel senso di fan che seguono la sua attività di solista. Quindi, se le cose stanno così, il riferimento andrebbe al nuovo ed eventuale album che Robert starebbe preparando con i Sensational Space Shifters, la sua attuale band di collaboratori. Oppure, il messaggio potrebbe essere solo una segnalazione per un prossimo tour del cantante inglese. #MusicaLed

domenica 26 febbraio 2017

La 'meritocrazia' di chi vuole comandare

Sabin e la 'meritocrazia'


Da qualche tempo, aveva iniziato già il ‘meritevole’ Brunetta del Berlusconi, si parla sempre di meritocrazia. Bene, di là dall’entusiasmo che questo concetto pare instillare nelle persone, bisogna che qualcuno faccia il punto. Insomma, a me pare l’ennesima buffonata per non volere l’uguaglianza tra gli individui. Le domande da porsi sono semplici. Che merito ci può essere in uno che ha le gambe più lunghe di un altro? Che merito ci può essere se uno ha dei neuroni incredibili e un altro, così è la natura, sa fare bene il ciabattino e basta? Che merito ci può essere in un individuo che, per sua gran fortuna, ha potuto fare la professione per la quale è stato forgiato dalla natura e un altro, per sua grande sfiga, ha dovuto adattarsi a quello che passa il convento? E poi, perché si dovrebbe pagare questi ‘geni’ con degli stipendi da califfo: non dovrebbe essere proprio la loro esagerata intelligenza a fargli capire che non è moralmente giusto che loro prendano quelle cazzo di cifre?
A Sabin, appena il mondo si accorse della sua grande scoperta nel campo della medicina, fu proposto di brevettare il suo vaccino. Lui chiese: “Okay, ma quanto bisogna aspettare per questa pratica?”. Risposta: “Be’, ci vorranno alcuni giorni, forse qualche mese”. Lui rispose: “Qualche mese? Non se ne parla nemmeno. Ci sono un sacco di bambini che, da subito, rischiano la vita. Si dia inizio alla commercializzazione immediata. Senza alcun brevetto: quello che ho fatto è il mio contributo all’umanità. Se avessi saputo coltivare le verze avrei contribuito con quelle”. Per non parlare di Fleming che, pari pari a molti nostri parlamentari(!), andava a ‘inventare’ ogni giorno – tutti i santi giorni – con una vecchia bici. Volevano regalargliene una nuova. Non la volle. Chiese: “E quante ruote avrebbe, poi, questo nuovo velocipede?”. Il corpo accademico rispose: “Be’, è una bicicletta”. Risposta: “Ahh… Lo sapevo. Se è una bicicletta, dove sarebbe il guadagno? Altro sarebbe se fossimo a parlare di una tricicletta, no?”.
Comunque e a conclusione, ognuno dovrebbe guadagnare quel tanto per vivere decorosamente e dignitosamente. Senza questioni di meritocrazia e cazzate varie. Servono solo a dividere la gente. Ah, sicuro che esistono individui che non hanno voglia di fare niente e fanno i furbi. Ma, vi assicuro, che sono in numero risibile. Un buon corso di rieducazione alla vita li farebbe rientrare nel consorzio umano. Per favore, non fatevi corrompere da quelli che vi vogliono far vivere fra gli steccati. Non ascoltate gente come la Fornero, come Salvini (30.000 euro al mese da parlamentare a Strasburgo…), come il Pd, come quelli che sono pronti ad ubbidire a qualcuno e si fanno mettere i piedi in faccia: sono quelli che, a loro volta, vogliono mettere i loro piedi sulla vostra faccia. In nome della meritocrazia.
Quello che avete letto, sopra, è il risultato di uno scambio di punti di vista che ho avuto con il cantautore, in questa occasione scrittore, Mimmo Parisi. Infatti, in occasione della divulgazione del suo ultimo libro, “Sono tornati i Braccialetti Rossi” che, finalmente, pubblica in forma cartacea sui circuiti Mondadori e Feltrinelli, mi sono trovato davanti un personaggio particolarmente sensibile ma capace di guardare con lucidità alla realtà.  Questo artista è veramente uno dei pochi che libera le sue creazioni in maniera limpida. Senza alcun programma che possa rientrare in una sorta di investimento economico. Infatti e ridendo, ha detto con ironia: “Mi sento Sabin…”. Sabin. E chi se lo ricordava più? Se lo ricordava lui. Mimmo Parisi.

martedì 6 dicembre 2016

Renzi insiste con la seren... ata!

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«Per come si è svolta la campagna referendaria e poi il voto, io credo che quel 40% “appartenga” tutto al Pd. Il Sì ha ottenuto più di 13 milioni di voti e quindi circa 2 milioni in più rispetto a quelli ottenuti alle Europee. Per questo vi dico che a noi potrebbe convenire puntare ad elezioni anticipate, da fare il prima possibile. Con quale governo? Con questo!». A chi, come Dario Franceschini, obiettava la fattibilità di un piano così hard, Renzi ha aggiunto: «Possiamo fare un quarto governo non eletto? E quanto all’ Italicum sub-iudice della Corte Costituzionale, potremmo recepirne le indicazioni ed andare subito al voto».

mercoledì 30 novembre 2016

Liam, il fratello 'ribelle' degli Oasis

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Adesso è ufficiale. Tutto quello che il litigioso ma bravo Liam aveva annunciato a mezza voce, si realizzerà. Era da un certo tempo che, tra gli addetti ai lavori ma anche sui social, girava voce che il fratello ‘ribelle’ degli Oasis avrebbe, prima o poi, realizzato qualcosa a nome suo: solo e semplicemente Liam Gallagher. Così, per il 2017, lo si vedrà alle prese con un album nuovo di zecca e un concerto.
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sabato 19 novembre 2016

Un Premio per cantautori

Due dei libri partecipanti
Al Premio ‘NotaD’Autore’ sono stati letti, dalla conduttrice Antonella Stratos, gli incipit relativi a ciascuna delle opere più votate dal popolo di internet. Al momento sono undici testi. I libri prescelti dalla giuria on line, (98 le preferenze complessivamente pervenute) ricevono un voto valido per la designazione dei finalisti all’edizione 2016 del Premio ‘NotaD’Autore’. Inoltre quest’anno, tra tutte le recensioni arrivate per i romanzi partecipanti, c’è stata una menzione speciale per il Concorso che, primo in Italia, ha voluto scegliere la letteratura prodotta dai cantautori. Un modo, questo, per analizzare quanto della letteratura classica passi nelle canzoni, e viceversa.